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La cascina lombarda
L'alta pianura asciutta Nell'alta
pianura asciutta e in collina la grande proprietà era
era divisa in fondi più piccoli
con appezzamenti distinti. Il "contratto a grano" prevedeva
che la famiglia contadina corrispondesse al proprietario un canone annuo
in granaglie, uno in denaro per il prato e la casa, e che partecipasse
all'allevamento dei bachi. Mentre l'azienda della Bassa utilizzava salariati,
nell'ambito di una grande famiglia patriarcale (di 20 o 30 persone) dell'alta
pianura ogni cellula familiare conduceva il suo fondo. La dispersione
delle dimore non risultava opportuna per la situazione idrologica sfavorevole
che imponeva la costruzione di pozzi
profondi per l'approvigionamento delle acque. Nella zona a nord della
linea dei fontanili le corti non si collocano in prevalenza in aperta
campagna, ma si raggruppano con altri organismi simili lungo un asse stradale
principale, formando un agglomerato rurale.
Gli edifici della corte - più piccola della grande cascina del capitalismo agricolo della Bassa - rispecchiavano il frazionamento della proprietà: ogni unità familiare possedeva infatti non solo i locali dell'abitazione, ma anche il suo rustico, cioè la sua piccola stalla e il fienile. Le stalle
servivano per il ricovero degli animali da lavoro, non per le vacche da
latte, e il loro orientamento non era fisso. Le corti avevano generalmente
le abitazioni sul lato nord e i rustici sugli altri.
L'area interna ospitava anche le concimaie. Ogni famiglia ne possedeva una, come pure si costruiva sul campo un piccolo edificio in paglia o in muratura a due piani: il cassinòt, o casòt, o cabanot o anche casutèll, utile in caso di emergenza per il ricovero degli animali o del contadino stesso. In ogni corte si trova poi un'immagine sacra, dipinta su calce secca o una statua in una nicchia, punto fondamentale di riferimento per la vita sociale e religiosa degli abitanti. Il soggetto più frequente è la Madonna Assunta (visibilea Palazzolo in Cascina Fornace, o a Grugnotorto, frazione di Nova Milanese). Queste
strutture pluriaziendali persero progressivamente la loro funzione produttiva
in ambito agricolo, data la vocazione industriale dell'alta Pianura Padana,
meno fertile della Bassa.
L'industrializzazione
si radicò all'interno delle corti rurali. I contadini aprirono
piccole attività artigianali o commerciali, ricavando botteghe
al pianoterra delle loro abitazioni, dove producevano cotone,
seta e mobili. Un caso esemplare, paradigma della trasformazione della vita economica e della rifunzionalizzazione della corte, è la Cascina Glucosio a Paderno (costruita tra il 1855 e il 1897), la cui parte nord e le ali parallele alla strada costituivano la cascina vera e propria, mentre il corpo meridionale era sede di una fabbrica per la lavorazione dello zucchero. La cascina divenne progressivamente una residenza operaia che ospitava i lavoratori dello zuccherificio e delle altre fabbriche locali. Bibliografia AA.VV., Le antiche "corti" lombarde, Diakronia, 1994 Gabriella Guerci, Paderno Dugnano. I luoghi del lavoro, Comune di Paderno Dugnano 1998
Al tema della campagna lombarda è dedicata anche una mostra.
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