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MUVI
è un progetto elaborato da Sonar/TiConUno alla fine del 1998 e
iniziato nel 1999.
Una prima fase,
conclusasi nel giugno 2003, ha visto il progetto crescere in collaborazione
con Radio Popolare. Una trasmissione, condotta da Alessandro Milani, Claudio
Agostoni e Federico Pedrocchi, chiamava a raccolta gli ascoltatori, per
partecipare con le loro storie e ricordi alla creazione del museo.
Un museo molto innovativo, che si basa su un'idea molto semplice: raccogliere
il materiale fotografico posseduto dalla gente, ovvero il patrimonio iconografico
più disperso che esista. Raccoglierlo e renderlo disponibile on
line, in un Museo Virtuale.
Si
potrebbe pensare a un museo "fisico", fatto di piani e corridoi,
nel quale esporre decine di migliaia di immagini? L'impossibilità
di questa soluzione ci è sembrata un presupposto fondante di MUVI.
Questo patrimonio può essere efficacemente consultato solo se esso
entra nelle case attraverso Internet. Perché consultarlo significa
guardare con attenzione tante immagini, leggere lunghe didascalie, leggere
molte storie che dalle immagini nascono e ci vengono raccontate. Consultarlo
significa anche poterlo fare, con semplicità, più volte,
ritornarvi nel tempo, perché MUVI cresce ogni anno di qualche migliaio
di immagini.
Già alla fine del 1999 MUVI ha ricevuto il riconoscimento da parte
dell'UNESCO come un modello per l'uso del multimedia nel campo della conservazione
del patrimonio culturale.
Il territorio e la
gente cui MUVI si rivolge sono quelli della Lombardia. In questa scelta
vi è certamente una ragione tecnica: una estensione territoriale
più ampia richiederebbe strutture redazionali che, almeno per il
momento, non sono alla portata dei budget della nostra casa editrice.
Ma vi è anche un'ulteriore esigenza, connessa a ragioni culturali:
MUVI vuole coinvolgere la gente alla costruzione di questa memoria, e
il fattore territoriale, cioè la condivisione di alcune fondamentali
storie condivise, legami comuni, vicinanze di luoghi praticati per tante
ragioni, costituisce un fattore emotivo rilevante nel successo dell'impresa.
La prima fase del
progetto ha visto l'abbinamento di MUVI con la trasmissione radiofonica
settimanale sulle frequenze di Radio Popolare, per sperimentare l'integrazione
tra i media.
La seconda fase vede MUVI legato alle tante possibili manifestazioni e
iniziative che hanno luogo nel territorio lombardo. Ci chiamano singole
scuole come festival stagionali cui partecipano 80 mila persone; assessorati
alla cultura di piccoli paesi e amministrazioni comunali di importanti
città lombarde. E' questa una strada importante per lo sviluppo
del progetto. MUVI raccoglie in un luogo virtuale il materiale che proviene
dalle fonti più disperse sul territorio, ma allo stesso tempo deve
anche muoversi in questo stesso territorio, per incontrare le fonti. Questi
momenti sono di grande importanza per raccogliere le storie che circondano
una singola immagine come altre storie, quelle che non necessariamente
nascono da immagini e che comunque descrivono una grande memoria collettiva.
In gran parte sconosciuta, questo è un dato di grande importanza.
Nei progetti di sviluppo di MUVI c'è ovviamente la crescita del
proprio database di immagini, ma anche la progressiva raccolta di registrazioni
audio.
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