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Le storie presenti in queste pagine provengono dai racconti fatti al telefono degli ascoltatori delle trasmissioni domenicali (11,40 - 12,30) che MUVI tiene sulle frequenze di Radio Popolare (107,600).
Era
il 1956, a Milano: quando segammo la catena che trainava i barconi della
Martesana
Perché
si chiamava Gambadelegn?
(dalla trasmissione del 16/1/2000) Nota introduttiva: il Gambadelegn (Gamba di Legno) era un tram - anzi, diverse linee tramviarie - che collegava Milano ai paesi dell'hinterland. E' stato operativo fino all'agosto del 1952, data della sua ultima corsa. Il soprannome dato al tram non ha una interpretazione univoca. Nel ricordo attuale delle persone troviamo motivazioni diverse e non ha senso definire quale sia più corretta delle altre. Qui di seguito eccone alcune raccontateci dagli ascoltatori. Gambadelegn
1<< Come treno intracittadino percorreva lentamente le strade lastricate e passando sulle connessioni delle rotaie, produceva un suono sincopato: To-Toc To-Toc che ricordava a quelli che lo sentivano, dalle case, dalle botteghe o dalle osterie, il suono dei passi di una persona con una gamba di legno.>> Gambadelegn
2
<< Il trenino aveva dai 10 ai 12 vagoni , con gli accessi per la salita aperti come nei tram che si vedono a S.Francisco USA, i sedili erano di legno, forse a doghe, non c'era riscaldamento e i passeggeri ci salivano imbacuccati, negli inverni di inizio 900 doveva farci un freddo cane. La piccola locomotiva a vapore era alimentata a legna, forse è da questo che venne il soprannome di Gambadelegn. >> Gambadelegn
3
<< Non ne circolavano molti di questi trenini, piuttosto lenti e per chi aveva fretta di andare al lavoro o fare ritorno a casa perderne uno significava attenderne un altro per molto tempo. Questi treni, senza porte, potevano consentire di salirci al volo, mentre erano già o ancora in corsa, questo, a volte, provocava tragiche cadute sotto le ruote dei vagoni. Alle persone così mutilate venivano applicate gambe artificiali: le gambe di legno. E' così che secondo alcuni il treno si meritò il suo soprannome. >> Gambadelegn 4 << Che bella nebbia che doveva esserci a Milano e dintorni agli inizi del 900! Il trenino percorreva lunghi tratti in mezzo ai campi che separavano i paesi, ma attraversandoli con la nebbia veniva considerato un pericolo e alla ATM di allora istituirono un servizio: un incaricato in ogni paese aspettava il trenino e con tabarro lanterna e campanello si metteva a capo del convoglio per avvisare i passanti del passaggio del treno. A questo punto il trenino, già lento di suo adeguava la sua velocità al passo del lanterniere e il suo procedere doveva ricordare alla gente il passo di un Gambadelegn. >>
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