Le storie di MUVI
     
 

Le storie presenti in queste pagine provengono dai racconti fatti al telefono degli ascoltatori delle trasmissioni domenicali (11,40 - 12,30) che MUVI tiene sulle frequenze di Radio Popolare (107,600).

 

Era il 1956, a Milano: quando segammo la catena che trainava i barconi della Martesana
(dalla trasmissione del 9/1/2000)
<< ...noi di Greco una volta l'abbiamo tagliata la catena che trascinava i barconi su per la corrente e che era ancorata in via Comune Antico e andava fino a Cassano d'Adda, funzionava con un motoriduttore che la tirava dentro. Noi abbiamo tagliato la catena e i barconi sono andati alla deriva, giù per Gorla fino a Vimodrone, ma forse si sono fermati prima perché a un certo punto il naviglio Martesana diventa stretto e si sono incastrati l'uno contro l'altro, ci hanno denunciato. Un lavoro di giorni si tirava su la catena, perché nella Martesana ci stavi in piedi, una bravata da ragazzi di periferia, come dice quel cantante della via Gluck, la via Gluck è qui vicino, arrivati su dopo l'alluvione del Polesine, io ho abitato con i miei nelle scuole di via Settembrini e visto che ci hanno trattato bene i miei hanno deciso di rimanere qui, là avevamo perso tutto. E poi abbiamo tagliato la catena, spavaldi, ma un signore ci ha fotografato e i carabinieri ci hanno beccato: niente prigione, ma un verbale e poi volevano che pagassimo i danni perché ci sono voluti giorni per disincagliare i barconi. >>

Perché si chiamava Gambadelegn?
(dalla trasmissione del 16/1/2000)
Nota introduttiva: il Gambadelegn (Gamba di Legno) era un tram - anzi, diverse linee tramviarie - che collegava Milano ai paesi dell'hinterland. E' stato operativo fino all'agosto del 1952, data della sua ultima corsa. Il soprannome dato al tram non ha una interpretazione univoca. Nel ricordo attuale delle persone troviamo motivazioni diverse e non ha senso definire quale sia più corretta delle altre. Qui di seguito eccone alcune raccontateci dagli ascoltatori.
Gambadelegn 1
<< Come treno intracittadino percorreva lentamente le strade lastricate e passando sulle connessioni delle rotaie, produceva un suono sincopato: To-Toc To-Toc che ricordava a quelli che lo sentivano, dalle case, dalle botteghe o dalle osterie, il suono dei passi di una persona con una gamba di legno.>>
Gambadelegn 2
<< Il trenino aveva dai 10 ai 12 vagoni , con gli accessi per la salita aperti come nei tram che si vedono a S.Francisco USA, i sedili erano di legno, forse a doghe, non c'era riscaldamento e i passeggeri ci salivano imbacuccati, negli inverni di inizio 900 doveva farci un freddo cane. La piccola locomotiva a vapore era alimentata a legna, forse è da questo che venne il soprannome di Gambadelegn. >>
Gambadelegn 3
<< Non ne circolavano molti di questi trenini, piuttosto lenti e per chi aveva fretta di andare al lavoro o fare ritorno a casa perderne uno significava attenderne un altro per molto tempo. Questi treni, senza porte, potevano consentire di salirci al volo, mentre erano già o ancora in corsa, questo, a volte, provocava tragiche cadute sotto le ruote dei vagoni. Alle persone così mutilate venivano applicate gambe artificiali: le gambe di legno. E' così che secondo alcuni il treno si meritò il suo soprannome. >>
Gambadelegn 4
<< Che bella nebbia che doveva esserci a Milano e dintorni agli inizi del 900! Il trenino percorreva lunghi tratti in mezzo ai campi che separavano i paesi, ma attraversandoli con la nebbia veniva considerato un pericolo e alla ATM di allora istituirono un servizio: un incaricato in ogni paese aspettava il trenino e con tabarro lanterna e campanello si metteva a capo del convoglio per avvisare i passanti del passaggio del treno. A questo punto il trenino, già lento di suo adeguava la sua velocità al passo del lanterniere e il suo procedere doveva ricordare alla gente il passo di un Gambadelegn. >>