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Giuseppe
Panzeri: una vita avventurosa
Dopo la liberazione
di Roma, avvenuta il 4 giugno 1944, i servizi segreti alleati affidarono
a Panzeri una missione. Il suo compito era superare la Linea Gotica (Gotensteliung
fu il nome dato dai tedeschi all'insieme di fortificazioni costruite sull'Appennino
tosco-emiliano per difendere la pianura Padana dall'avanzata degli alleati
da Sud) e raggiungere in Emilia Romagna due informatori, i marchesi Paolucci
di Calboli.

La
Linea Gotica
Così Giuseppe, che da
Brindisi si era nel frattempo spostato a Gubbio, partì in direzione
di Castrocaro (Forlì). Quando nel luglio del 1944 riuscì
a raggiungere i marchesi, venne catturato dai tedeschi insieme a loro.
Qualche giorno dopo la prigionia i marchesi vennero fucilati e lui, che
si era dichiarato estraneo ai fatti, fu mandato in un carcere di Forlì.
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Dopo l'arresto
e l'interrogatorio Giuseppe, che era stato trovato in possesso di
una carta d'identità falsa, venne spedito in un campo di
lavoro in Germania. Salendo sul treno dei deportati Giuseppe sperava
ancora di scappare, ma non vi riuscì. Fino all'aprile del
1945, un periodo del quale non parlava volentieri, fu prigioniero
nel campo del villaggio di Pisterritz, vicino a Wittemberg an der
Elbe. Quando i russi arrivarono a liberare i prigionieri gli suggerirono
di spostarsi a est per raggiungere un campo di italiani in attesa
di un mezzo per ritornare in patria.
Verso la
metà di Ottobre del '45 ritornò in Italia, giungendo
a Milano insieme ad altri del comando sezionale della special force
alleata.
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Il
conferimento della Medaglia di bronzo al valore militare. Si noti
il timbro "rivisitato": da Ministero della Guerra si
passa a Ministero della Difesa.
"Volontario
per una missione di guerra veniva inviato nelle retrovie nemiche
dove, distinguendosi per abilità e coraggio, riusciva ad
assolvere brillantemente il compito ricevuto. Inviato nuovamente
nel territorio occupato dai tedeschi, veniva da questi arrestato,
e dopo essere stato sottoposto a stringenti interrogatori, deportato
in Germania. Zona d'operazioni, 19 dicembre 1943-1 agosto 1944".
Con questa motivazione, il 21 maggio 1948, la Repubblica Italiana
conferì a Giuseppe la Medaglia di bronzo al valore militare.
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