Vecchie
botteghe
(dalla trasmissione
del 25/3/2001)
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Il Premiato Forno Cantoni è
un antico forno milanese, situato in piazza Giovine Italia, e solo da
qualche anno non è più a gestione familiare; infatti Luigi, il figlio
del fondatore, Riccardo Cantoni, ha ceduto l'attività nel 1989 al signor
Piero.
E' lui che ci racconta che "la Premiata Forneria Cantoni esiste dal
1900, è passato di padre in figlio fino a quando è stata acquistata
da una società milanese; questa società ha comunque deciso di mantenere
intatto lo stile del negozio, (al suo interno è possibile trovare veri
e propri reperti d'epoca, soprattutto degli specchi pubblicitari) con
un arredamento in stile Liberty, e tutta la brasserie è rimasta inalterata,
pur con i dovuti trattamenti antiquari".
Non cambiano i mobili, ma cambia il pane, infatti "una ventina d'anni
fa c'erano 4-5 tipi di pane, adesso se dovessimo elencarli tutti arriveremmo
tranquillamente a duecento... tanti sono i nuovi prodotti e preparati:
ci sono pani con nuove farine biologiche (ad esempio Camut e Bitafit),
pani a base di lino, cumino, zucca, farro. Anche l'immigrazione ha contribuito
all'evoluzione del prodotto Pane, dal punto di vista culturale e dal
punto di vista pratico (i panettieri italiani sono sempre meno, mentre
cresce il numero di arabi e egiziani che si dedicano a questa attività)."
Piero ci parla anche della Milanesina, il nuovo tipo di pane introdotto
recentemente nelle panetterie ad affiancare la michetta; questo "è un
pane che si mantiene di più, è più morbido e mollicoso, fatto con farina
zero, segale, grano duro. Mentre la michetta è secca, vuota e diventa
dura velocemente, la milanesina, che si lega alle nuove concezioni del
gusto (pani arabi, al latte, focacce) rimane morbida e può restare in
tavola anche due giorni. Ciò nonostante io continuo a preferire la vecchia
michetta, la prendo tutti i giorni, meglio che scongelarla volta per
volta."
Interrogato sulle abitudini alimentari dei suoi clienti, il signor Piero
risponde così : "i giovani preferiscono pizza, focaccia, snack; la sciura
predilige lo sfilatino o la michetta; i muratori lo sfilatino farcito,
mentre i managers della new economy mangiano poco pane: un bocconcino
al volo, pane integrale o di soia." E la zia Pina ? "Come tutte le persone
sui sessanta - settant'anni resta fedele alla michetta, magari piena...
visto che la dentatura non è più quella di una volta." >>

<<La
bottega di rammendi Carabella si trova in corso Garibaldi ed
è uno di quei negozi 'di servizio' ormai scomparsi dal centro cittadino;
la bottega esiste dal 1931, come testimonia un attestato appeso all'interno
del negozio.
L'attuale proprietaria, la signora che ha ereditato l'attività dalla
fondatrice (Angela Cavagnolo) insieme al marito sarto, ci racconta che
questo "è un negozio di rammendi e riparazioni, io ci lavoro da quarant'anni
e la richiesta non è mai calata, anche grazie all'aiuto delle tarme,
che sono sempre più voraci; la clientela è varia, sia uomini che donne,
sia giovani che persone più anziane, dipende dai casi".
Dal punto di vista dell'arredamento il locale è rimasto uguale a com'era
nel 1931, come testimonia il pavimento fatto di mattonelle esagonali
bordeaux , nere e bianche. Rispetto alla topografia dei negozi della
zona, che circondano la sua bottega artigiana la signora ricorda che
"dei negozi che c'erano trent'anni fa è rimasto poco o niente; le case
erano vecchie con grandi cortili, la popolazione era come quella di
un borgo e i negozi erano piccoli e di artigiani (salumeria, latteria,
macellaio, guantaia...)."
La gentilissima proprietaria ci ha salutato regalandoci un piccolo suggerimento:
"Il mio consiglio, per tutti coloro che avessero bisogno di un rammendo,
è di mettere meno punti possibili per non rovinare il capo"...proprio
come fanno da 70 anni ai Rammendi Carabella, che, come recita l'attestato
presenta nel locale, è stato premiato per 'rammendi irriconoscibili'.>>

<<C'è
una profumeria in via S. Giovanni sul Muro, nella zona un tempo soprannominata
il quartiere dei calzolai e nella quale oggi è difficile trovare un
negozio di servizi, le cui origini risalgono alla fine del secolo scorso.
"E' un negozio che risale alla fine dell'Ottocento - ci spiega una signora
che ci lavora dal 1958 - apparteneva ad una famiglia italo- austriaca,
i famosi Klutzer, è stato una drogheria (la Drogheria Bottiglieria Fratelli
Klutzer, fondata nel 1880) che vendeva prodotti molto ricercati fino
al 1964 quando è diventata una profumeria. Ha mantenuto però la sua
caratteristica distintiva, infatti si vendono profumi molto particolari.
L'arredamento è fatto su misura per un tipo d'ambiente come questo in
cui la porta non è centrale, l'architettura è stata studiata proprio
in funzione di questa. I mobili sono fatti con un mogano di Cuba che
non esiste più, di una perfezione unica e tutti i fregi sono ricoperti
di fogli di oro zecchino. Il soffitto è ornato da quattro medaglioni
affrescati, di fine Ottocento, di cui non siamo mai riusciti a trovare
l'autore. I lampadari sono tutti fatti a mano; il pavimento, consumato
e vissuto, non è mai stato toccato".
Alla
domanda su quanto e come sia cambiata la geografia dei negozi della
zona negli ultimi cinquant'anni, la proprietaria della profumeria
Vecchia Milano ha spiegato che essa "è radicalmente cambiata, come
tutte le vie della vecchia Milano era popolata di vari negozi di tutti
i generi; adesso è diventata una via di negozi di antiquariato, che
hanno preso spunto dall'arredamento del nostro. Qui in zona non esistono
negozi di alimentari, e come se la gente non mangiasse, per fare la
spesa bisogna spostarsi in un'altra zona." >>